Intervistiamo

Mala Spina racconta storie.

Ciao Mala Spina! Benvenuta in questa breve intervista!

  • Chi è Mala Spina? Cosa, a tuo parere, ti rende “te”?

Avevo scritto una risposta lunghissima a questa domanda ma, dato che ho la speranza che una delle cose a rendermi “me” sia la sintesi, ho cambiato il testo con: Mi piace pensare di essere qualcuno che racconta storie.

  • Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Mi ricordo di aver scritto l’inizio di una storia di fantascienza alle medie, pensa te, con una vecchia Olivetti. Il progetto è naufragato dopo un numero imprecisato di pagine dattiloscritte e non ci ho più riprovato per molto tempo.

Sono incappata nei giochi di narrazione che andavano molto di moda a fine anni ’90 (i cosiddetti PBEM). Da lì, ho preso un po’ di fiducia e ho conosciuto un gruppo di scrittura, dove si faceva anche lettura incrociata dei testi ed è stata una bella esperienza.

  • Quando hai cominciato a capire che avresti voluto fare della scrittura la tua vita?

Se intendi “quando ho deciso di scrivere in modo professionale” allora direi che ho avuto un risveglio attorno al 2014. Dopo una lunga pausa di una decina d’anni, mi ero resa conto di avere dei “conti in sospeso” che andavano chiusi. Quello era il momento in cui avevo un giusto equilibrio mentale, la determinazione sufficiente e le capacità che mi sarebbero servite. Nella vita, in generale, ho sempre avuto la tendenza a creare storie e la scrittura è un mezzo, come l’illustrazione o come il fumetto, che poi è il primo con cui ho iniziato per raggiungere l’obiettivo di raccontare storie. Una delle idee per il futuro è di tornare a disegnare fumetti, per esempio.

 

  • Raccontaci un po’ la trama del libro che stai scrivendo!

L’ultima storia che sto sistemando è una commedia d’avventura Steampunk, con dirigibili e automi impazziti. Ci sto mettendo un po’ perché l’idea originaria era di corredarla con qualche illustrazione!  La signorina Giulietta, giovane rampolla snob sta viaggiando su un dirigibile ed è diretta al prestigioso collegio per signorine. Durante la traversata farà una terribile scoperta: il dirigibile super-lusso sta per schiantarsi e lei, assieme a un impacciato meccanico, sono gli unici che potranno tentare di evitare il disastro.

  • A quale genere ti sei approcciata per primo? E cosa hai scritto per prima cosa?

Fantascienza per tutte e due le domande! Ho passato le medie in mezzo ai libri di Asimov.

  • Quale genere preferisci scrivere?

Attualmente mi interessa molto lo Steampunk, ma ho passato il periodo Fantasy, poi Urban Fantasy, Horror, infine un momento di ritorno di fiamma per la Fantascienza. In effetti, ho qualche idea per un thriller storico quindi… beh, non metto limiti.

  • Leggi spesso? Se sì, quali generi?

Cerco di leggere un po’ ogni giorno, alla sera se non ci riesco prima. I libri che preferisco sono quasi sempre di genere fantastico anche se ogni tanto mi vanno pure i romance storici o i thriller.

  • Presentaci uno dei tuoi protagonisti. O più di uno, se preferisci.

La protagonista che mi ha accompagnata per più tempo è stata Miss Guinevere Patel, della serie Victorian Horror Story. Ormai le sono affezionata perché ho scritto di lei per più di un anno e quattro volumi. Ginny è una truffatrice nella Londra vittoriana che finge di essere una medium, ma che si ritrova sul serio nel mezzo del mondo occulto dei mostri. È una ragazza dell’East End che non si arrende, neanche davanti alla maledizione che la sta rendendo lentamente una non-morta e usa l’astuzia per risolvere le situazioni più pericolose.

 

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  • Tre cose che ama la tua protagonista/ il tuo protagonista.

Ginny ama la tranquillità, almeno così sembra durante Victorian Horror Story. Ciò che vuole è semplicemente tornare alla sua vita indipendente e prevedibile che si è costruita con fatica e che la sua nuova condizione di schiava del padrone dei mostri di Londra le ha portato via. Ama l’indipendenza che era riuscita a conquistarsi e che le è stata portata via ma, sopra ogni cosa, ama mettersi nei guai.

 

  • Due cose che rendono “se stesso” il tuo protagonista / la tua protagonista.

Ginny non perde la propria ironia anche nelle peggiori situazioni ed è proprio la combattività che la sprona a superare gli ostacoli soprannaturali e non.

 

  • Come ti è venuta l’idea per la saga di “Altro Evo”?

Ho iniziato a pensare ad Altro Evo dopo aver visto Pulp Fiction di Tarantino. L’idea di base è nata proprio con quel film. Mi piaceva la trovata di avere tante storie parallele che si incrociavano tra loro, si influenzavano e spiegavano a vicenda. All’inizio avrebbero dovuto essere raccontante contemporaneamente, saltando dall’una all’altra, ma avevo un grande timore: non riuscire a finire tutto e lasciare ancora una volta il lavoro a mezzo. Avevo appena deciso di tornare a scrivere seriamente e così ho applicato il principio dei “piccoli passi”: invece che buttarmi in una prima impresa titanica dagli esiti incerti e a lunga scadenza, ho preferito un piccolo progetto che era parte di qualcosa di più grande. Per questo motivo ogni volume di Altro Evo è autoconclusivo e può essere letto da solo senza perdere niente, ma leggendoli tutti si vede come gli eventi siano gli stessi, i protagonisti si incrocino tra loro e ci sia un disegno più grande a muovere i fili della storia.

 

Fine prima parte 🙂

 

-Poison El

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